Talloni screpolati: cause, rimedi e perché i cosmetici al latte d’asina fanno la differenza

  • Ultima modifica dell'articolo:6 Luglio 2026
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Un dettaglio che si nota (più di quanto pensiamo)

C’è qualcosa di contraddittorio nei talloni screpolati: spesso li ignoriamo per mesi, convinti che siano un problema trascurabile, quasi inevitabile. Poi arriva l’estate: i sandali, le infradito, i piedi in mostra  e ci ritroviamo a guardarli con disagio, cercando di nasconderli.

La verità è che i talloni screpolati sono tra i problemi estetici e cutanei più diffusi in assoluto, trasversali a uomini e donne, a tutte le età. Non sono un capriccio estetico: sono il segnale che quella zona di pelle, una delle più sollecitate del corpo, ha bisogno di cure che spesso non riesce a ottenere.

In questo articolo vediamo perché succede, quando è il caso di preoccuparsi e come costruire una routine semplice ed efficace per avere piedi morbidi, anche senza ricorrere a trattamenti aggressivi.


Perché i talloni si screpola? Le cause principali

La pelle del tallone è strutturalmente diversa da quella del resto del corpo: è più spessa, ha una scarsa presenza di ghiandole sebacee (quelle che producono il sebo, il film protettivo naturale della pelle) ed è sottoposta a una pressione meccanica costante. Questo la rende particolarmente vulnerabile alla disidratazione e alla formazione di fessure.

Le cause più frequenti sono:

Secchezza cutanea prolungata È la causa principale. Quando la pelle non riceve abbastanza idratazione — dall’esterno attraverso le creme, o dall’interno attraverso l’acqua — perde elasticità e tende a indurirsi e spaccarsi. La zona del tallone, già predisposta alla secchezza, è tra le prime a risentirne.

Pressione e attrito meccanico Stare in piedi a lungo, camminare su superfici dure, indossare calzature che non ammortizzano il tallone o che lo lasciano completamente esposto (come certi modelli di sandali aperta sul retro) aumenta la pressione su quest’area. La pelle reagisce ispessendosi — è un meccanismo di difesa — ma se non viene ammorbidita e idratata regolarmente, l’ispessimento diventa secco e porta alle screpolature.

Calzature inadeguate Le scarpe aperte sul retro sono tra i principali nemici del tallone: non contenendo il piede, permettono alla pelle di espandersi lateralmente sotto il peso corporeo, creando tensioni che favoriscono le fessure. Anche le suole troppo rigide o i tacchi molto alti contribuiscono.

Docce e bagni troppo caldi o prolungati L’acqua calda rimuove il film idrolipidico della pelle, accelerandone la disidratazione. Se ci si dimentica di applicare una crema subito dopo il bagno o la doccia, la pelle del tallone ne risente più rapidamente delle altre zone.

Fattori stagionali D’estate il caldo, la sabbia, il sole e l’acqua del mare o della piscina stressano la pelle dei piedi. D’inverno, al contrario, il freddo e il riscaldamento artificiale prosciugano l’aria e con essa la pelle. In sostanza: nessuna stagione è “al sicuro”.

Alimentazione e idratazione interna Una dieta povera di acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) e di vitamine A ed E, o una scarsa idratazione quotidiana, si riflette sulla qualità della pelle, talloni compresi. La pelle sana inizia dall’interno.

Condizioni di salute In alcuni casi i talloni screpolati possono essere legati a condizioni come il diabete (che altera la circolazione periferica e la sensibilità cutanea), l’ipotiroidismo, la psoriasi o la dermatite. Se le screpolature sono profonde, persistenti e non rispondono alle cure cosmetiche, è sempre opportuno consultare un medico o un dermatologo.


Quando i talloni screpolati diventano un problema

Le screpolature non sono tutte uguali. Esiste una differenza importante tra una pelle secca e leggermente ruvida al tacco, che è fastidiosa esteticamente ma non pericolosa, e le fessure profonde, dette ragadi, che possono sanguinare e creare un rischio reale di infezioni.

Le screpolature superficiali si manifestano con pelle secca, ispessita, a volte giallastra o biancastra nella zona del tallone. Possono essere accompagnate da prurito o da una sensazione di tensione. Rispondono bene a una routine costante di esfoliazione e idratazione.

Le ragadi profonde sono fessure che attraversano gli strati più profondi della pelle. Possono essere dolorose al tatto o durante il cammino, e in certi casi sanguinano. In questi casi il solo uso di una crema cosmetica potrebbe non essere sufficiente, e il consiglio di un professionista (podologo o dermatologo) è importante.

Per la maggior parte delle persone, con una cura regolare si riesce a mantenere i talloni in buona salute senza arrivare alle forme più serie.


Come prendersi cura dei talloni: una routine efficace

Non serve una routine complicata. Bastano tre passaggi da fare con costanza, soprattutto nelle stagioni più critiche.

1. Esfoliazione delicata Circa una o due volte a settimana, dopo il bagno o la doccia quando la pelle è ammorbidita dall’acqua, si può utilizzare una pietra pomice o uno scrub specifico per rimuovere le cellule morte. È importante non esagerare: un’esfoliazione troppo aggressiva può irritare la pelle e peggiorare la situazione. L’obiettivo è ammorbidire, non levigare meccanicamente a tutti i costi.

2. Idratazione subito dopo il bagno Il momento migliore per applicare una crema emolliente è immediatamente dopo aver fatto la doccia o il bagno, quando i pori sono aperti e la pelle è ancora leggermente umida. In questa fase l’assorbimento è massimo. Si applica il prodotto sul tallone e sul dorso del piede con un leggero massaggio circolare.

3. Protezione notturna (il “segreto” più efficace) La sera, dopo aver applicato una crema nutriente e ricca sui talloni, si indossano dei calzini in cotone e si va a dormire. Il calore del letto e la chiusura offerta dal calzino creano un effetto “maschera” che amplifica l’azione del prodotto. Questo piccolo gesto, ripetuto qualche sera a settimana, può fare una differenza notevole in poche settimane.


Perché i cosmetici al latte d’asina sono particolarmente indicati

Il latte d’asina è uno degli ingredienti più completi che la natura offra per la cura della pelle secca e stressata. 

Il suo profilo nutrizionale lo rende adatto non solo per il viso, ma per tutto il corpo, talloni compresi.

Ecco cosa lo rende efficace su questa specifica problematica:

Acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) La pelle screpolata è una pelle che ha perso integrità: il suo “cemento” intercellulare è compromesso. Gli acidi grassi essenziali aiutano a ripristinare la barriera cutanea, riducendo la perdita di acqua transepidermica e rendendo la pelle più elastica e resistente alle sollecitazioni meccaniche.

Vitamine A, C, D, E, B La vitamina A favorisce il rinnovamento cellulare, utile per ammorbidire la pelle callosa del tallone. Le vitamine C ed E hanno un’azione antiossidante che protegge la pelle dallo stress ossidativo (quello causato, ad esempio, dall’esposizione solare). La vitamina D supporta la funzione di barriera.

Proteine del latte Le proteine del latte d’asina hanno una struttura molecolare simile a quella del latte materno umano, il che facilita l’assorbimento cutaneo e favorisce un’azione nutriente in profondità.

pH vicino a quello della pelle umana Il latte d’asina ha un pH naturalmente compatibile con quello della pelle, il che lo rende particolarmente indicato per le pelli sensibili o che reagiscono ai prodotti convenzionali — comprese quelle che tendono a irritarsi durante i trattamenti per le screpolature.

A differenza di molte creme specifiche per i piedi, spesso cariche di ingredienti aggressivi (come urea ad alta concentrazione) o di profumazioni che possono irritare, i cosmetici a base di latte d’asina offrono un’azione nutriente e lenitiva rispettosa della pelle.


I prodotti Olimpia Cosmetics per i piedi e non solo

I cosmetici Olimpia Cosmetics, formulati con latte d’asina prodotto direttamente nell’Azienda Agricola Garofalo Patrizia in Abruzzo, si prestano molto bene alla cura dei talloni screpolati.

Bagno Crema Olio e Latte d’Asina — il primo passo: la detersione
Con il 60% di oli naturali (mandorle dolci, argan, jojoba) e il 30% di latte d’asina, questo prodotto deterge senza aggredire e lascia la pelle del corpo, piedi inclusi, già morbida e predisposta ad assorbire l’idratazione successiva. Privo di SLS/SLES e senza aggiunta di acqua, non rimuove il film idrolipidico come fanno i detergenti convenzionali, il che lo rende particolarmente adatto alle pelli secche e stressate.

Crema Corpo al 70% di latte d’asina — il secondo passo: la nutrizione profonda
Dopo la doccia, e soprattutto la sera prima di andare a dormire, è qui che entra in gioco la Crema Corpo. Formulata con il 70% di latte d’asina fresco, burro di karité, olio di cocco, olio di mandorle dolci e proteine del riso, ha una consistenza ricca e avvolgente pensata per nutrire in profondità anche le zone più secche e ispessite. Applicata in quantità generosa sui talloni la sera, seguita dall’indossare un calzino in cotone, sfrutta il calore del letto per amplificare l’assorbimento, trasformando un gesto semplice in un trattamento intensivo. È inoltre raccomandata nei casi di psoriasi, dermatiti e stati infiammatori della pelle, grazie all’azione del lisozima naturalmente presente nel latte d’asina.

La costanza è la chiave: anche il prodotto più efficace dà risultati apprezzabili solo se usato con regolarità.


Piccole abitudini che fanno grande differenza

Accanto alla routine cosmetica, alcune abitudini quotidiane possono accelerare i risultati e prevenire il ritorno delle screpolature:

  • Bere acqua a sufficienza durante la giornata: l’idratazione interna si riflette direttamente sulla qualità della pelle.
  • Scegliere calzature con un po’ di supporto al tallone, soprattutto in estate, evitando di usare infradito o sandali aperti come unica calzatura per ore ogni giorno.
  • Asciugare bene i piedi dopo il bagno, compreso lo spazio tra le dita, per evitare ristagni di umidità che possono irritare la pelle.
  • Indossare calzini in fibra naturale (cotone o lana) che permettono alla pelle di respirare.
  • Non trascurare i piedi nella stagione invernale: i talloni screpolati non sono solo un problema estivo. Anzi, il freddo e il riscaldamento degli ambienti chiusi sono spesso i fattori più aggressivi.

Conclusione

I talloni screpolati sono un problema comune ma risolvibile, a patto di adottare un approccio costante e di scegliere prodotti realmente efficaci. La pelle del tallone, proprio per la sua natura ispessita e poco sebacea, ha bisogno di ingredienti che nutrano in profondità, non solo di emollienti superficiali.

I cosmetici al latte d’asina, grazie alla loro composizione naturalmente ricca di acidi grassi, vitamine e proteine, offrono esattamente questo: una cura rispettosa, nutriente e adatta anche alle pelli più reattive. Inserirli in una routine semplice, esfoliazione, idratazione, protezione notturna è il punto di partenza per ritrovare piedi morbidi in ogni stagione.


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