Lilial: Perché Evitarlo e Come Scegliere Prodotti Sicuri

  • Ultima modifica dell'articolo:26 Agosto 2025
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AGGIORNAMENTO 25 AGOSTO 2025 - Indice

Introduzione

E se tra gli ingredienti del tuo bagnoschiuma trovassi ancora “Butylphenyl Methylpropional”? Meglio conosciuto come Lilial (o BMHCA), è un’aldeide profumata usata per dare una nota “mughetto” a shampoo, creme, deodoranti e profumi—andava forte anche in detergenti per la casa. Dal 1° marzo 2022, però, il suo impiego nei cosmetici è vietato nell’UE perché classificato “tossico per la riproduzione” (CMR 1B) e quindi inserito tra le sostanze proibite dell’Allegato II del Regolamento Cosmetici. 

Perché allora se ne parla ancora oggi? Perché nonostante il divieto, il sistema europeo Safety Gate continua a segnalare e ritirare dal mercato prodotti—spesso “vecchi lotti” o importazioni—che lo contengono. Nel report 2024, la Commissione UE ha evidenziato che il 97% delle segnalazioni chimiche sui cosmetici riguardava proprio la presenza di BMHCA: un dato che spiega quanto la fase di “pulizia” del mercato sia ancora in corso. 

Capire cos’è Lilial e come riconoscerlo in etichetta è quindi utile e sempre attuale: in INCI compare di solito come “Butylphenyl Methylpropional”, con possibili sinonimi chimici (propionaldehyde, p-BMHCA, “Lysmeral”). Sapere che il divieto deriva da valutazioni scientifiche del Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS)—che hanno riscontrato rischi sistemici e per la riproduzione—aiuta anche a distinguere tra “allarme mediatico” e decisioni regolatorie fondate. 

Ne abbiamo parlato la prima volta a Novembre 2023. In questo aggiornamento faremo il punto su: cos’è davvero il Lilial e perché è stato bandito; come leggerne i nomi in etichetta e dove si trova più spesso; cosa sta succedendo nei controlli e nei richiami; quali accortezze pratiche adottare quando si acquistano cosmetici (nuovi e “fine serie”), compresi quelli online o importati. Obiettivo: darti criteri chiari e verificabili per scelte consapevoli, alla luce delle regole oggi in vigore e dei dati più recenti sui richiami in Europa.

Il Lilial, conosciuto chimicamente come Butylphenyl Methylpropional (o con la sigla BMHCA), è una fragranza sintetica ampiamente utilizzata nell’industria cosmetica e nei prodotti per la cura della persona. La sua funzione principale era quella di conferire ai cosmetici un profumo floreale fresco e delicato, spesso simile al mughetto, una nota olfattiva molto apprezzata dalle case cosmetiche perché associata a pulizia, naturalezza e femminilità.

Proprio per queste caratteristiche, il Lilial è stato per anni un ingrediente estremamente comune in una vasta gamma di prodotti:

  • Profumi e acque profumate – dove veniva impiegato come nota floreale di base.

  • Shampoo, balsami e prodotti per capelli – per donare una sensazione di freschezza e pulito.

  • Creme viso e corpo – per rendere più gradevole l’esperienza sensoriale.

  • Deodoranti e bagnoschiuma – grazie alla sua capacità di mascherare odori sgradevoli.

  • Detersivi e ammorbidenti – oltre la cosmetica, era molto usato anche nei prodotti per la casa.

In sintesi, il Lilial era così diffuso perché economico, stabile nelle formulazioni e capace di offrire un profumo riconoscibile e piacevole, rendendo immediatamente più attraenti i prodotti agli occhi (e al naso) dei consumatori.

Sequestri ancora oggi

Nonostante il divieto ufficiale e le normative europee che ne vietano l’utilizzo, il Lilial continua a comparire in diversi prodotti cosmetici presenti sul mercato. Periodicamente le autorità segnalano e sequestrano lotti di creme, profumi, shampoo e altri articoli contenenti questa sostanza. Questo dimostra come, pur essendo fuori legge, il Lilial sia ancora diffuso in modo preoccupante, spesso a causa di scorte non smaltite correttamente o di importazioni da paesi extra-UE. Per il consumatore, ciò significa che il rischio di entrare in contatto con il Lilial non è ancora scomparso, rendendo fondamentale imparare a leggere le etichette e scegliere solo brand affidabili.

Quali sono i rischi dell'utilizzo del Lilial

In una intervista a Rai News, Fabrizio Zago, chimico, consulente Ecolabel, il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea, ha spiegato che l’utilizzo del lilial comporta una serie di conseguenze. “Innanzitutto ha un impatto ambientale in quanto l’azione genotossica agisce sugli organismi acquatici. Negli esseri umani è in grado di nuocere alla salute del feto oltre che produrre un’azione allergizzante”.

“E’ importante inoltre sottolineare che la quantità determina gli effetti avversi– precisa l’esperto-. Se un sapone liquido sarà a contatto con le mani per una decina di secondi per poi essere risciacquato è un conto, ben diverso è se la sostanza sarà spalmata sul viso per rimanerci perché presente all’interno di una crema.”

Come evitare i rischi in casa

La prima cosa da fare è quella di verificare se tra gli ingredienti nei prodotti presenti in casa compare il Butylphenyl methylpropional ed eventualmente non utilizzarli. Per i nuovi acquisti è buona abitudine leggere attentamente le etichette; l‘INCI, l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, è la chiave per comprendere appieno ciò che applichi sulla tua pelle, non solo in riferimento al Lilial ma per tutti gli ingredienti. Non sai cos’è l’INCI? Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato “Impariamo a leggere l’INCI”.

I cosmetici Olimpia Cosmetics sono il frutto del lavoro svolto dall’ Azienda Agricola Garofalo Patrizia.

L’Azienda agricola Garofalo Patrizia, a conduzione familiare, ha dato vita ad un allevamento di asini con lo scopo di produrre il latte da destinare ad uso cosmetico.

Il latte viene munto a mano una sola volta al giorno, per evitare stress a mamma asina e puledro, al quale viene garantita una crescita sana e robusta.

I cosmetici sono prodotti con latte d’asina fresco; questo consente di conservare tutte le proprietà benefiche che hanno da sempre contraddistinto il latte d’asina.

I cosmetici al latte d’asina Olimpia Cosmetics contengono in formula, oltre al latte d’asina fresco, solo materie prime eco certificate di origine naturale per una pelle naturalmente bella, liscia e idratata.

Non contengono parabeni, nichel free,  senza SLES e SLS e non sono testati sugli animali. Le profumazioni sono senza allergeni.

L’Azienda è accreditata alla rete di Campagna Amica che garantisce al Consumatore l’origine 100% italiana del latte d’ asina prodotto e suoi derivati.

3. Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto mettere in evidenza quanto sia importante verificare, sempre e comunque, cosa ci mettiamo sulla pelle. Con la stessa attenzione che mettiamo nella scelta degli alimenti, dobbiamo abituarci a leggere le etichette dei prodotti per la cura e la salute della persona  ma anche dei detergenti per il bucato. 

Abbiamo ricordato cosa è l’ INCI e come leggerlo e abbiamo approfittato del caso Lilial per ricordare che esistono tanti ingredienti non naturali che provocano reazioni più o meno gravi e per questo la cosa migliore da fare è scegliere questi prodotti con consapevolezza, prediligendo quelli formulati solo con ingredienti naturali.

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